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THE WAY OF SUCCESS: intervista a Fabrizia Spera

Per la rubrica THE WAY OF SUCCESS, Incontriamo Fabrizia Spera, Lead in Blue Zoo Animation ed ex studente del Master di 3d Digital Production.

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29 Marzo 2022

Per la rubrica THE WAY OF SUCCESS, incontriamo Fabrizia Spera, FX Lead Artist in Blue Zoo Animation Studio ed ex studente del Master di 3d Digital Production.

Ciao Fabrizia,

Innanzitutto grazie per aver accettato di fare questa intervista. Iniziamo chiedendoti come è nata la tua passione per la computer grafica e perché hai scelto Rainbow Academy?

Stavo per laurearmi in Scenografia e pensai di cercare un corso 3D per ampliare le mie abilità ed essere più competitiva. Aprii internet e mi misi a cercare qualche corso a Roma, non feci una ricerca approfondita, difatti in un primo momento non trovai granché. Solo dopo qualche giorno, ritornando su internet mi raggiunse un banner di Rainbow Academy sponsorizzando un corso di 3D ed effetti speciali. Dimenticai tutto quello che stavo facendo e lo aprii. Capii subito che era un corso molto  interessante,  mi intrigò davvero, era molto ben fatto, ampio, offriva molti spunti e sicuramente una porta  per un mondo a me sconosciuto, ma in cui mi ci rivedevo moltissimo, sia a livello professionale che personale. Nei giorni seguenti  feci ricerche su scuole simili, per vedere un po’ cosa c’era in giro, ma No! Rainbow Academy mi aveva conquistata, mi dava l’impressione di essere non solo una scuola, ma anche un’esperienza professionale formativa, prenotai il mio posto per l’Open Day. Da lì, inutile dirlo, non ho mai più smesso di fare 3D.

Quali sono state le tue prime esperienze professionali?

Ho collaborato con qualche regista che, come me, voleva fare esperienza, pro-bono. Mi sono imbattuta in asteroidi magici, disegni sulla facciata di un edificio e molti altri progetti di svariata natura, dove principalmente mi sono occupata degli FXs, ma anche di general comp, Lighting e altro. Dopo questo periodo, iniziai con Blue Zoo Animation Studio. All’epoca mi contattarono solo per un mese, giusto il tempo di realizzare una manciata di scene di FX per un trailer di un videogioco. Mi ricordo l’emozione di stare lì in quello studio, finalmente sedermi su una sedia che non era quella della mia cucina. Ah – e chi se lo scorda! In quell’occasione ho imparato una lezione importante: ho cominciato a guardare al software non più come fine, ma come strumento per raggiungere le richieste dell’Art department. In altre parole ho imparato ad usare le conoscenze tecniche al servizio della creatività.

Qual è il tuo ruolo attuale? Puoi descrivere  di cosa ti occupi e quali sono le tue responsabilità?

Dicendola in modo molto sintetica guido il mio team: questo significa assicurarmi che la qualità, la tempistica e il prodotto nel suo complesso sia buono e possa essere presentato, nei tempi previsti, a registi o clienti. Oltre agli aspetti meramente legati agli shots, e quindi la tecnica e all’aspetto artistico su cui do la mia opinione, mi occupo anche di mantenere una comunicazione fluida con tutti gli altri capi dipartimento per accordarci su metodi e modi con cui affrontare i vari momenti. Data la natura della produzione e specialmente degli Fx, ci troviamo spesso a fronteggiare nuove sfide che richiedono i cosiddetti brain storming. Quest’ultima è una delle attività che preferisco, mi piace molto vedere come dall’analisi di un problema, seguendo i processi mentali di ognuno, matematicamente si arriva a una soluzione. In ultimo, quando posso, mi diverto a fare “mentoring”, ovvero ad affiancare ed aiutare junior o entry-level, interessati agli effetti speciali, ad integrarsi nel contesto lavorativo ed approcciare per la prima volta agli FX in produzione.

Delle cose che hai appreso in Rainbow Academy, ci sono stati elementi che si sono rivelati utili per la tua carriera?

Una delle cose che mi ha aiutato di più, soprattutto nell’inserimento lavorativo, è stato il metodo di insegnamento, molto abilitante al pensiero, non solo una ricetta per portare a termine uno shot. Questo mi ha consentito di essere efficace nel ragionamento ed efficiente nelle soluzioni. Mi hanno insegnato a conoscere bene il/i software, a capire come “ragiona”.  Capendo il perché delle cose e le motivazioni sottostanti, sono poi stata capace di avviare un pensiero critico, che con criterio, mi faceva scegliere la cosa migliore da fare. Insomma, è stato un ragionamento durato 8 mesi e per me è risultato fondamentale soprattutto una volta uscita dal contesto formativo, dove le situazioni che ho fronteggiato sono state molteplici, le tecniche si sono anche evolute, ma i ragionamenti sono rimasti a guidarmi nelle scelte.

Hai un artista in particolare a cui ti ispiri per stile o tecnica?

Ho studiato storia dell’arte per 10 anni in maniera intensa, tra liceo artistico e Accademia, questo probabilmente mi ha portato ad avere, non un artista in particolare, ma ad avere un modello di “artista ideale”, nella mia mente, che è costituito da pezzetti di tanti  artisti. Credo di giudicare il risultato finale, che sia uno shot o un dipinto, per il suo risultato “sulla tela”, in questo caso dovrei dire sul frame, per la sua armonia, la sua creatività, il bello e il brutto che ha voluto rappresentare e cerco sempre di trovare il messaggio che l’artista voleva comunicare anche attraverso la tecnica. Questi sono dei capisaldi a cui  cerco di guardare sempre  e mi rifaccio quando creo qualsiasi cosa. Anche lo stile e la tecnica, per me sono mezzi per arrivare a comunicare un certo pensiero, in un certo modo. Fatta questa premessa quindi, mi ispiro a tutti coloro che comunicano qualcosa, che sia un grosso nome o un perfetto sconosciuto.

Quali sono i progetti a cui hai lavorato e quale di questi ti ha dato maggiori soddisfazioni come artista?

Ci sono due progetti che hanno costituito 2 momenti importanti per me. Il primo è The adventure of Paddington, dove, per la prima volta, si è riuscito ad ottenere uno stile di FX che rispecchia totalmente il concept. Sono stata veramente contenta quando ho visto la dolcezza e la sbadataggine di quell’orsetto che si rispecchia totalmente nei nostri render, con uno stile che, però, difende benissimo la complessità tecnica e artistica degli effetti. Il secondo è Superworm, è una storia di Gruffalo per bambini, con cui tutta l’Inghilterra è cresciuta. Questo è stato il primo film di BlueZoo ed io sono stata contentissima di questo risultato perché veramente abbiamo potuto curare i più piccoli dettagli. Il momento migliore, che mi porterò nel cuore, è stato inventare un FX magico per un fiore che lanciava incantesimi ed ipnotizzava con la sua bellezza. Io credo che questo sia il brief da sogno per ogni FX artist, io personalmente sono tornata bambina nel crearlo.

Quali sono progetti a cui stai lavorando (se si possono citare) oppure i prossimi obiettivi che vorresti raggiungere?

Nessuno dei progetti a cui sto lavorando si può ancora citare, mi spiace, però sicuramente stiamo investendo molto tempo a trovare soluzioni nuove ed innovative per sbalordire il pubblico. Sicuramente un progetto in particolare ha dell’incredibile, nel senso che lavora di molta fantasia e anche gli FXs seguono questo andamento. Obiettivi che vorrei raggiungere sono sicuramente non smettere mai di crescere, ovunque questo mi porterà, sarò contenta. Sicuramente mi piacerebbe lavorare con più costanza con grandi nomi di Studi di Animazione. Il sogno nel cassetto è, non solo fare shots, ma ideare e realizzare Concept di FX, quindi integrare sempre più conoscenza tecnica e creatività.

Cosa non cambieresti mai del tuo lavoro?

Il fatto che non mi ritrovo mai nella stessa situazione, non mi annoio mai! Adoro ritrovarmi di fronte a situazioni che richiedono una buona quota di problem solving. Mi piace connettere i puntini e che non ci sia mai solo un aspetto da tenere sotto controllo, ma sempre più variabili. Senza scordare mai che tutto questo è al servizio della creatività, se mancasse questo lato, non sarebbe lo stesso per me.

Se potessi mandare un messaggio a tutti i ragazzi che vogliono avvicinarsi a questa professione, cosa consigli e cosa invece non raccomandi?

Ho un paio di consigli che forse potranno aiutare: QUALITY OVER QUANTITY sempre!!! Fate 1 o 2 shots fatti bene invece che 30 fatti male. Non partite con shot assurdi e difficilissimi, fate cose semplici e ben fatte, chi guarderà la vostra showreel sa che siete junior e non si aspettano che voi risolviate simulazioni o problemi complessi. Per quanto riguarda questo mestiere, gli FX possono intimidire, ma vi svelo un segreto, c’è un metodo ben preciso per affrontare ogni simulazione e per avviarsi agli FX. Come tutte le cose ci sono tecniche da imparare e metodi per affrontare il problema pezzettino per pezzettino. Uno shot di FX può sembrare una scalinata infinitamente alta, ma la verità è che è composta da tanti piccoli scalini, che si salgono uno alla volta. Per chi vuole incominciare da solo come autodidatta, ma in realtà un po’ per tutti, il consiglio è: analizzate il vostro shot prima ancora di iniziare, chiedetevi il perché delle cose e qual è l’azione chiave. Non partite sparati a simulare. Capire i problemi che potreste incontrare è fondamentale per aggirarli. Un altro piccolo suggerimento: non vi demoralizzate se all’inizio le simulazioni non escono, è normale sbagliare anzi, se sbagliate state sulla strada giusta!!! Non vi fate prendere dalla fretta! Osservate l’errore, prendetevi il tempo per capirlo ed analizzarlo. Sbagliando e capendo cosa sta andando storto in quella simulazione, collezionerete nella vostra mente, un database di casi/errori che in futuro sbocceranno come fiori e vi faranno evitare, o addirittura prevedere, i problemi. Un po’ come quando conoscete talmente tanto bene la strada di casa vostra che sapete dove stanno le buche!

Grazie Fabrizia

Grazie a voi.
A presto!


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